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giovedì 18 luglio 2019

Segnalazione: "Nel segno del pensiero" di Primavera Fisogni


Buondì amici lettori e amiche lettrici del blog!

Oggi vi segnalo un saggio filosofico che getta uno sguardo minuzioso sul pensiero egiziano, in particolare su come pensavano gli antichi egizi.

Il romanzo in questione è Nel segno del pensiero, scritto dall'autrice Primavera Fisogni e pubblicato dalla Santelli Editore lo scorso 12 luglio.

Di seguito la trama del saggio!





Titolo: Nel segno del pensiero
Autore: Primavera Fisogni
Editore: Santelli Editore
Genere: Saggio filosofico
Formato: Cartaceo
Costo: 14,90 €
Numero pagine: 221
Prima edizione: 12 Luglio 2019




Come e cosa pensavano gli antichi egizi? Questo manuale del pensiero egiziano antico, unico in Italia, aiuta a fornire la risposta, basandosi su testi originali dell'Antico Egitto scritti in geroglifico, facendo comprendere il modo in cui l'antica civiltà faraonica guardava al mondo della vita. Viene così riempito un vuoto nell'ambito del pensiero antico, facendo dialogare le risultanze di quello faraonico con la filosofia occidentale. Nel testo, l’esistenza e il divenire suggeriscono il nucleo più potente del pensiero egiziano antico nella coppia h]pr e mȝˁt, rispettivamente il principio del mutamento e dell’equilibrio creatore. Si indaga inoltre sull'uso del mondo e sulla condizione umana, nonché sul soggetto umano e su casi singolari come quello dell'identità “in prestito”. Dalla ricerca affiorano dunque parole-chiave capaci di aprire prospettive impensate sulla visione del mondo degli antichi abitanti di Kemet ed emerge come il pensiero egiziano antico interpella e “provoca” quello contemporaneo. In tal modo, la persistenza millenaria della civiltà egiziana, ben lontana da una staticità che la vulgata le attribuisce, può suggerire intuizioni anche per la lettura del nostro presente.

Primavera Fisogni (30 agosto 1963) è giornalista del quotidiano La Provincia di Como, dove lavora e vive, e filosofa teoretica. Filologa di formazione, specialista in lingue semitiche e allieva di Adriano Bausola, con il quale si è laureata con lode all’Università Cattolica di Milano, si è dottorata in metafisica sotto la direzione dello spagnolo Lluìs Clavell alla Pontificia Università della S. Croce a Roma, perfezionandosi a Boston e Parigi. Ha firmato la voce “Terrorismo. Implicazioni filosofiche e antropologiche” della Nuova Enciclopedia Filosofica Bompiani (2006). Tra le sue monografie sul jihadismo, ricordiamo: 'Terroristi. La persona nell’agire eversivo' (Armando, 2004), 'L’inaridimento dei terroristi' (Edusc, 2009, tesi di dottorato) e 'Dehumanization and Human Fragility' (London, 2013). Ha firmato decine di articoli scientifici in inglese e “Postcards from the Hell. Phenomenology of Evil in the Islamic State”, sesto capitolo del volume Terrorism in a Global Village (New York, 2016; nel 2017 ha pubblicato in Italia Cartoline dall’inferno. Fenomenologia del male nello Stato Islamico, Tralerighe libri, Premio Nabokov per la saggistica). Ha ricevuto la menzione d’onore degli psicologi americani per il saggio 'Violence in the US'. I suoi studi sui lone wolves sono confluiti in “The New Front Line. Updating the Concept of Enemy in the Onlife Age”, capitolo del volume collettaneo Developments in Information Security and Cybernetic Wars (NY, 2019). In ambito metafisico si occupa del rapporto tra il sentire e il bene ('The Good of Life', London, 2015; 'The Origins of the Moral Sense and the Role of Caring in Early Infancy', Encyclopaideia, 2016): nel 2019 è uscito 'La profondità del bene, indagine sul pensiero di Etty Hillesum' (secondo premio Città di Castello per la saggistica inedita nel 2018). È in pubblicazione una ricerca sulle metamorfosi e i cambiamenti di processo per la rivista filosofica Atque (Moretti&Vitali) co-firmata con la professoressa Lucia Urbani Ulivi (Università Cattolica, massima esperta del pensiero sistemico in Europa). Oltre alla conoscenza dell’ebraico e dell’arabo classici, appresi all’Università Cattolica, Fisogni studia da anni il geroglifico. Nel 2005 ha frequentato a Parigi le lezioni del professor Nicolas Grimal al Collège de France. I lavori filosofici di Primavera Fisogni sono stati recepiti e divulgati a livello internazionale. Il filosofo portoghese Evando Bilibio ha dedicato un capitolo di 'Etica em ser e tempo e no Tractatus Logico-philosophicus' (Lisbona, 2010) alle sue prime ricerche sull’etica di Wittgenstein. Costante riferimento per gli studi sul tempo è la sua intervista al Premio Nobel per la chimica Ilya Prigogine (1999). Tra gli scritti sul terrorismo, ricordiamo la recensione uscita in America nel 2014, a firma di Max Korstanje, che ha definito il libro 'Dehumanization and Human Fragility' (2013): «Post Arendt, undoubtedly and beyond exaggeration this is one of the best books I have read about philosophy of terrorism» [Trad. «Post Arendt, questa è senza dubbio e senza esagerazione uno dei libri migliori che io abbia letto sulla filosofia del terrorismo», ndr] (Maximiliano E. Korstanje, Corvinus Journal of Sociology and Social Policy,vol 5 (2014), 2, 111-117). Sta scrivendo, in inglese, un manuale sul pensiero egiziano antico, in cui sviluppa soprattutto la lettura sistemica dell’antropologia, affrontata anche 'Nel segno del pensiero', pubblicato nel 2019 con Santelli editore.





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